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Carlo V. Fiorio
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Un contributo al dibattito sulla scuola III
CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE A DIFESA DELLA SCUOLA NAZIONALE Piero
Calamadrei Allora,
che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le
scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è
una certa
resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il
fascismo c'è
stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è
tutta
un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e
comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le
scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole, perché in fondo sono
migliori si
dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini
che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole
pubbliche alle scuole private. A 'quelle' scuole private.
Così la
scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante,
non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di
partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle
scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna
tenere
d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre
modi, ve l'ho già detto, per rovinare le scuole di
stato. Lasciare
che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i
loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole
private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi
insegnino
insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che
gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro
pubblico. Questo
è il punto. Dare alle scuole private denaro
pubblico'.
(Pubblicato nella rivista Scuola Democratica, 20 marzo 1950). |